Sto attraversando un periodo intensamente distruttivo e rabbioso.
Se è vero (come è vero) che il bisogno più forte dei nostri tempi è quello di riconoscimento, e che ciascuno di noi lotta per essere riconosciuto dentro le relazioni più significative della sua vita, io sono in piena guerra.

Alla fine di un pessimo inverno, e di una difficile primavera, l'estate si affaccia alla porta spingendomi a convulse riflessioni e annotazioni sul mio status quo.
Non faccio che chiedermi come si fa a ritrovare l'equilibrio quando la situazione è talmente complessa da essere assimilata ad una lotta quotidiana.
E quando sei sempre in lotta, come fai ad imparare a gioire delle piccole cose?
Eppure la sfida è proprio questa: imparare a dare un senso alle cose anche quando sono così, mettere certe criticità nello sfondo, ed impedire loro di farti più male di quanto ne hanno già fatto.
Del resto, la rabbia, la fatica, il dolore che lasciano i loro segni sul mio corpo, a chi giovano ed a cosa servono? Sono totalmente improduttive.
Estate: il caldo e la sua rabbia, le parole che improvvisamente esplodono, i conti che non tornano ed i bilanci che sbilanciano.
Da tutta la vita vado avanti secondo una logica che potrei definire "da allontanamento". Un allontanamento da persone e situazioni che non posso evitare, e con le quali, invece, non ho ancora imparato a convivere. E tutto questo è per me tremendamente logorante.
Mi esercito nella logica di Pollianna: ogni giorno il mio cuore si sforza di guardare oltre la linea del mare, dentro una nuvola, si abbassa sul fiore che è sul ciglio della strada, e si impegna a guardare quel che c'è al di là di quello che manca.
Ma c'è sempre qualcuno che si impegna a portarmi via quella piccola certezza conquistata, nell'attimo esatto in cui ho scalato la vetta per raggiungerla, faticosamente.
Ristrutturare il campo: si dice così, quando prendi consapevolezza delle "carte sul tavolo", e ti adoperi per trovare soluzioni nuove con i -pochi- ingredienti a disposizione.
Solo che, certe volte, questo non basta.
Una volta un saggio mi disse che la vita sarebbe molto più semplice se potessimo uccidere i nostri nemici, ma dal momento che questo non è possibile, dobbiamo trovare un modo di farli morire dentro di noi, pur lasciandoli in vita.
Perché la rabbia è un legame troppo forte, ed in alcuni casi è necessario mollare le ancore e andare, lontano dove non ci si può più pensare.
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un abbraccio forte forte
RispondiEliminaLa vita sarebbe molto più semplice se potessimo uccidere i nostri nemici, ma dal momento che questo non è possibile, dobbiamo trovare un modo di farli morire dentro di noi, pur lasciandoli in vita.
RispondiEliminaPerché la rabbia è un legame troppo forte, ed in alcuni casi è necessario mollare le ancore e andare, lontano dove non ci si può più pensare. Uso le tue parole perchè rispecchiano in pieno il mio pensiero e il mio stato d'animo ogni volta che mi trovo a fare i conti con amicizie ormai persi che hanno lasciato un segno che non se ne vuole andare...ti abbraccio fortissimo tesoro mio!!!
Il segreto è concentrare tutte le nostre energie solo su ciò che ci fa stare bene. Non è facile lo so. Ma vale la pena provarci! Coraggio!! Ciao Ondaluna :)
RispondiEliminaGrazie. E' incredibile come quando meno te lo aspetti ti ritrovi a specchiarti nei sentimenti e nelle parole di altri. Tu mi hai già aiutato tanto, oggi ancora di più.
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