Cenerentola è stata la prima: dall'amore per un libro firmato Disney, la favola è stata sfogliata, guardata, raccontata, ripetuta, fino alla nausea. Io non amo Cenerentola, ma la sua romantica semplicità sembrava essere perfetta per i suoi pochi mesi.
Poi è arrivato Pinocchio: prematuramente, direi, perché alcuni elementi come la grande balena erano terrorizzanti, e abbiamo dovuto sospendere la visione (sconsigliata ad un pubblico non accompagnato!) per rivedere il copione in chiave eco-ambientalista. La povera balena, raffreddata e con un pancino in fiamme, cercava invano di ingoiare acqua per rinfrescarsi, e nella corsa dolorante, combina un pò di guai.
A seguire, Lilli e il vagabondo: ne siamo tanto presi che oltre alla quotidiana visione del lungometraggio godiamo anche di numerose alternative, che vanno dal musical mammesco mattutino (colazione e percorso verso la scuola) alla storia raccontata per intero o a spezzoni (e non provate a barare: lei si ricorda esattamente dove vi eravate fermati, e vi intima "dove eravamo rimasti, con Lilli?!?").
Di questa storia amiamo Gilda (non dite niente, vi prego), la donna vissuta che sa il fatto suo, e quel dolce sognar e lasciarsi cullar dall'incanto della notte, guardato con occhi a cuore, e che puntualmente termina con la richiesta (quo-ti-dia-na!) "mamma, me li fai gli spaghetti migliori della città???" E non importa se è ora di pranzo o di merenda [mannaggia a me e a quando glieli ho fatti].
E siamo alla volta di Aurora, la Bella Addormentata: amore a prima vista. Finalmente un principe che si dà da fare, invece di quel bellimbusto di Azzurro che protende una mano senza nemmeno seguire il suo amore in fuga (ma corri, và! non mi dirai che non sei in grado di raggiungerla e fermarla?!?). Filippo invece è un giovane scaltro e che sa il fatto suo, che fa disperare suo padre per la sua voglia di autonomia, ma rispettoso delle regole e dell'onore della fanciulla. Accetta l'appuntamento nel bosco per ufficializzare l'incontro casual-clandestino.
Quel so chi sei in tutti i miei sogni ogn'or sei tu viene cantato in casa nostra a tutte le ore del giorno e della sera, in molte varianti, da quella tremendamente romantica a quella rockettara e sguaiata.
Amore amore amore, e principesse fino al diabete. A volte mi chiedo come sopravvivere.
E poi arriva il giorno in cui, come le più grandi questions della vita di un genitore, lei ti fa la fatidica domanda. Giocando con le sue gommine delle principesse disney, con aria quasi distratta ti chiede:
Mamma, ma chi (cavolo) è ('sta) Biancaneve?
[Quello tra parentesi è mio, ma lei pare quasi volerlo dire così]
E tu, che per la crudeltà della storia gliel'hai tenuta a lungo nascosta, annaspi tra i "non me lo ricordo" e i "dovrei leggere il libro".
E poi ti rendi conto che alcune tappe sono segnate anche da questo, e quindi, edulcorando i particolari più cruenti come l'abbandono e il commissionato omicidio, o lo sventramento del cinghiale-cerbiatto (a seconda della versione), racconti Biancaneve.
Ma per onor del vero, è necessario che una madre faccia anche il suo dovere e spieghi a sua figlia che cadere addormentata in attesa del principe è una cosa che al giorno d'oggi non sempre funziona, e che talvolta si corre il rischio di aspettare invano, e per sempre.
E così diventa necessario citare qualche altra eroina, che invece di attendere il bacio d'amor, si dà da fare e bacia lei per prima. Siamo arrivati così a Belle de La Bella e la Bestia, che non sarà proprio una suffraggetta dell'amore, ma comunque è lei che lo bacia. Così, giusto per riequilibrare le parti.
A queste storie se ne affiancano un'infinità di altre, di durata variabile, che scandiscono ogni momento della nostra giornata. Così continuando, mia figlia avrà il pensiero narrativo più sviluppato che sia possibile a due anni.
Qualcuno voleva sapere dove sono finita? Se ormai mi conoscete, sapete bene che quel che scrivo è solo quello che mi capita, ma anche no. Luci ed ombra.
E quindi, come sempre, nelle vostre parole si completa la risposta. Nell'esperienza di noi tutte, tutte insieme, di ciascuna di noi.
Eccomi, persa nelle favole. Che per me non sono la realtà, ma certe volte mi aiutano (o dovrei dire mi obbligano) a vivere meglio, specie nei periodi duri.
P.S. Grazie a Mammola (lo dicevo che eravate fondamentali!) mi accorgo di aver dimenticato la fase Aristogatti: è durata poco, anche se li nomina sempre, perché resta incantata dall'eleganza smorfiosa delle due gatte, e rimane colpita dai dispetti tra fratelli (gulp).
Resta comunque inteso che lei non guarda la tv tutti i giorni, quindi è costretta, suo malgrado, a scegliere. Il resto è tutto fiato mio che se ne va nel raccontare, raccontare, e ancora raccontare.
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Per noi Biancaneve...amore a prima vista...Non c'è cuore di cinghiale, strega cattiva a fermare la Vi.
RispondiEliminaPer un mese abbiamo avuto solo il libro, poi passati al cartone Disney. Vuoi sapere quando si "scompone"? quando arriva il principe e la porta via. All'inizio piangeva. Doveva restare con i nani...
Adesso "brutto anatroccolo" ...ma se deve scegliere lei...NANIIII!!!!
E niente Aristogatti?????... devi rimediare assolutamente, da noi ormai il DVD è consumato...comunque a me manca tantissimo leggerti e ogni volta che lo faccio, come adesso, ti ritrovo con piacere e spero di rileggerti e anche al più presto!!
RispondiEliminaUn super bacio grosso
Frà, ma dai? :-)
RispondiEliminaMammola, grazie di avermelo ricordato, me l'ero persa lungo la lista! Ho rimediato ;-)
Mi piace il verbo che hai usato; edulcorare!
RispondiEliminaMamma mia ... quanto ho edulcorato!!!
Per ogni mamma di Bamby morta, per ogni zio Scar difficilissimo da spiegare, per ogni pianto nel canile di Lilly ed altro che non mi viene in mente, ora! Sempre a cercare la strana più lunga e tortuosa. Per fortuna esiste anche la Pimpa!!!
beh, almeno non hai avuto BOLT, e non hai dovuto comprarle degli stivaletti orribili, ma magici che la facevano correre come quella di BOLT :)
RispondiEliminaTesoro, non si sta male nelle favole!! :)
Pensa che i miei figli volevano che la nonna raccontasse loro la storia di Cenerentola e mio suocero non voleva perché "da femmine"... alla fine è stata raccontata (come Biancaneve, del resto). Anche se io queste favole non le amo così tanto.
RispondiEliminaRecentemente mi hanno chiesto di leggere Pollicino... ma quanto sono cruente?!?