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Spirito inquieto che segue le onde del cuore, nella mareggiata continua del diventare madre, mostrando di tanto in tanto il lato oscuro della Luna: quello che non si può raccontare.

domenica 13 novembre 2011

Due giorni

Du rouge et du gris...
© www.flickr.com/photos/12598277@N03/6331605439
Mi sono chiusa in cucina per due giorni.
Due giorni a cucinare, a lievitare, ad impastare. Forse anche ad ingrassare.
In cucina anche a lavorare, all'alba, con strisce di sole che rigavano il cielo e tagliavano la temperatura a metà. I primi freddi, il vento del nord, le nuvole.

In cucina a pensare e a ripensare: alla mia vita, ai capelli puliti che inseguo senza riuscire mai ad avere il giusto tempo per me, al tempo che passa, al calendario che si sfoglia.
A tutti quei momenti finora solo sognati, che ora finalmente sono qui: io dentro ai miei pensieri, lei che gioca sul tappeto, e le piccole frasi tra di noi, di tanto in tanto.

Sono stati due bei giorni: un bel weekend dal profumo di festa, di quasi natale, di cose buone. E come tutte le cose belle, per me sono sempre condite da punte di acre dispiacere.
Io, le mie nuove fermezze, e l'incapacità di porre confini.

Io e la mia nuova rabbia, più forte e più calma. Io e le mie morbide regole, dal sapore più buono. Io e i miei nuovi no, che somigliano a grigi che finalmente prendono posto tra il bianco ed il nero.

Mi sono scavata dentro, alla ricerca di quello che ero, di un coraggio che avevo (ad esempio, di leggere una ricetta e di provarla, così, senza pensarci troppo), ma anche di quella che sono oggi, e che non riesco mai a mettere al posto giusto, quello definitivo, quello sicuro.

Sfogliando vecchie agende di cucina, che raccontano più della mia vita che di delle mie abilità culinarie, era come vedere fotografie e leggere storie, scritte con inchiostro invisibile che solo i miei occhi sanno leggere attraverso. Ricordi di persone che non ci sono più, e che se ne sono andate insieme a pezzi di me e della vita che avevo prima. Attimi di storia fermati con l'inchiostro sulla parola "pane alle noci", o "fettuccine al taleggio", o "dolce della nonna" (tanto per dire). Ed invece, dietro, tanto altro.

Due giorni a pensare all'equilibrio, fatto di piccoli e continui aggiustamenti: un equilibrio che vedi come "una cosa tutta intera" ed invece è fatta di piccoli micro-attimi ferventi che richiedono un'attività continua per fare quell'unica immagine di staticità perfetta. E impegnativa.

Due giorni senza riposino pomeridiano: il primo cartone animato tutto intero, dall'inizio alla fine*, tutti e tre sul divano. Ed un film in due, anzi, per essere precisi mezzo film, ma che è pur sempre qualcosa, e qualcosa di importante, che il tempo tende a portarsi via.
Guscio-mondo-vita, e quel mal di pancia dato dalle brutte notizie, che lo sai che si risolvono, ma intanto t'imbronciano lo stesso.

Due giorni, un weekend, la sua fine. 
Sono viva, sono in ballo, e non ho ancora capito dove sono.
Ho davanti un altro viaggio e tante cose da ricominciare.

P.S. Domani, se vi va di sapere che ho fatto, sbirciate nel mio foodblog.


*Cenerentola

5 Orme sulla Luna:

  1. Per un attimo mi è sembrato di vederti...avvolta in un'apparente calma esteriore, mentre in testa un vortice di pensieri ti porta lontano. Credo sia una prerogativa delle donne...e trovo il tuo scritto la massima espressione del mondo femminile. Mi è piaciuto un sacco!

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  2. Che bello, Onda.
    Sono sensazioni che sto provando anche io. Mi sto godendo questi week end fatti di semplici cose, fatti di famiglia, di biscotti e passeggiate, fatti di cose che amo e che cerco di recuperare.

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  3. mi piace il tuo distacco da certi pensieri. a volte noi donne, noi madri, sappiamo solo complicarci la vita, ma poi riusciamo anche, sempre, a venirne fuori.
    sei proprio in gamba.

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  4. ti invidio molto. so che ti farà strano ma in questi giorni sto attraversando un mare di ricordi e di emozioni difficili ma non sono riuscita a rifugiarmi in nulla di creativo o di storico e so che alla mia anima manca molto. grazie per avermi fatto vedere che forse ci sono aggiustamenti e balsami proprio dietro l'angolo. per il resto buon proseguimento buon tutto, qualunque situazione sia quella che porta il mal di pancia
    un abbraccio grosso grosso s.

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  5. Quanto è vero che la storia si può scrivere anche attraverso le "fettuccine al taleggio".
    Io non riesco più ad aprire il mio quaderno di ricette...
    Un abbraccio.
    Silvia.

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Queste pagine sono un Diario che tiene memoria della mia crescita, non vogliono rappresentare quindi opinioni e sentimenti condivisi. Ti dò il benvenuto tra i miei pensieri e le considerazioni sulla mia vita. Nel commentare ti chiedo di rispettare le mie opinioni personali, anche se diverse dalle tue. I commenti offensivi o irrispettosi verranno rimossi. Grazie per le tue parole.

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